
Esame visivo delle saldature
L’esame visivo delle saldature è il primo controllo non distruttivo da effettuare su giunzioni saldate, e rappresenta un’importante verifica preliminare della qualità del giunto saldato. L’ispezione avviene con l’ausilio di strumenti ottici, come lenti d’ingrandimento o boroscopi, e permette di rilevare difetti superficiali quali cricche, porosità, mancanze di fusione, sottosquadri o irregolarità geometriche. Questo metodo consente di valutare la conformità delle saldature rispetto alle specifiche di progetto e alle normative vigenti. UNI EN ISO 17637.

Esame magnetoscopico sulle saldature
L’esame magnetoscopico è un metodo di controllo non distruttivo applicabile alle saldature su materiali ferromagnetici. Il principio si basa sull’individuazione di discontinuità superficiali e sub-superficiali attraverso l’utilizzo di particelle ferromagnetiche applicate su un campo magnetico indotto. Le discontinuità interferiscono con il flusso magnetico e provocano la formazione di accumuli visibili delle particelle. Questo tipo di indagine è particolarmente utile per la rilevazione di cricche, inclusioni e difetti di saldatura che affiorano o sono prossimi alla superficie. UNI EN ISO 17638.

Esame ultrasonoro sulle saldature
L’esame ultrasonoro è una tecnica non distruttiva che consente di individuare difetti interni alle saldature, come cricche, porosità, mancanze di fusione o inclusioni. Il metodo si basa sulla propagazione di onde ultrasonore all’interno del materiale, che vengono riflesse in corrispondenza delle discontinuità. L’analisi del segnale riflesso consente di localizzare e valutare la dimensione e la natura del difetto. Questo esame viene eseguito con apposita sonda e strumentazione portatile. UNI EN ISO 17640.

Esame spessimetrico
L’esame spessimetrico è una tecnica non distruttiva utilizzata per la determinazione dello spessore dei materiali metallici o rivestimenti protettivi (verniciature, zincature, ecc.), mediante dispositivi a ultrasuoni o a induzione magnetica. Tale indagine consente di valutare l’integrità e lo stato di conservazione di elementi strutturali o componenti soggetti a degrado, corrosione o usura, senza necessità di asportare materiale. UNI EN 14127.

Prove resistografiche su legno
Le prove resistografiche sono una tecnica semi-distruttiva impiegata per valutare lo stato di conservazione del legno strutturale, in particolare in edifici storici o soggetti a degrado biologico. Il metodo consiste nell’infissione di una punta rotante che penetra nel legno, registrando la resistenza incontrata lungo la profondità. Il profilo risultante (resistogramma) permette di individuare eventuali zone di discontinuità, cavità interne, degrado o perdita di densità. L’indagine è localizzata e minimamente invasiva. RILEM, CNR DT 201/2005.
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