Siamo in grado di riconoscere, osservare e prevedere i problemi, analizzando in profondità il terreno, inducendo perturbazioni fisiche, monitorando ed osservando valori e indicatori che possano aiutare a prevenirli. Per fare questo uniamo diversi ambiti di competenza, dalla geologia all’ingegneria, dalla geofisica alla geotecnica, integrando un approccio che rispetta la natura, gli ecosistemi e le infrastrutture, grazie a tecnologie non invasive, garantendoci una conoscenza approfondita con la conseguente capacità di anticipare e monitorare le criticità proprie dei contesti e delle opere umane.
Là dove in passato l’ottenimento di queste informazioni richiedeva l’impegno di macchine costose, tempi molto lunghi e procedimenti altamente invasivi e inquinanti, oggi otteniamo informazioni complesse da azioni semplici, come un semplice colpo di martello, che rivela ai nostri apparati tecnologici non invasivi, con notevole risparmio energetico ed una più completa salvaguardia dei contesti, strutture ed elementi profondi.

Il metodo gravimetrico consiste in una analisi dettagliata delle deformazioni del campo gravitazionale terrestre, indotto dalle anomalie e dalle eterogeneità presenti nel sottosuolo. La gravimetria (e in particolare la microgravimetria) è un metodo geofisico impiegato nella mappatura delle densità rocciose e nella ricerca di cavità del sottosuolo sia naturali che artificiali.
Le indagini elettromagnetiche, sia nel dominio del tempo (TDEM) che nel dominio della frequenza (FDEM), prevedono la generazione di un impulso elettromagnetico artificiale (il campo primario) che provoca l’induzione di un campo secondario all’interno del terreno. Le indagini elettromagnetiche nel dominio del tempo (TDEM) consistono nel ricostruire la distribuzione della resistività reale del sottosuolo. Il metodo di indagine FDEM (nel dominio della frequenza) consente di ottenere delle mappe dei valori della variazione di fase e di ampiezza del campo elettromagnetico secondario rispetto al campo primario indotto. Questo tipo di indagine viene effettuata soprattutto per l’individuazione di oggetti metallici sepolti, ricerche archeologiche, indagini in impianti di discarica, individuazione di vuoti e macerie interrate, indagini ambientali e individuazione di condotte interrate in aree non urbanizzate.
Permette di misurare in modo passivo i campi elettromagnetici del sottosuolo generati da sorgenti naturali esterne, fornendo una stratigrafia geoelettrica con profondità di indagine variabili nell’intervallo 100-200 m fino a diverse migliaia di metri. Grazie alle elevate profondità raggiungibili, insieme al ridotto ingombro della strumentazione in campo, consente di valutare velocemente e con costi contenuti, modelli geologici profondi per applicazioni minerarie, progettazione di gallerie profonde, ricerche idrogeologiche e geotermali.
Permettono di calcolare le sollecitazioni indotte ad una struttura, attraverso la misura delle vibrazioni. Mediante l’accoppiamento di un’apposita strumentazione alla struttura, vengono misurate le deformazioni indotte a quest’ultima da una sollecitazione interna o esterna all’edificio stesso. Normativa di riferimento: UNI9916:2004
Tale misure vengono eseguite al fine di valutare le caratteristiche di conduzione del calore dei terreni e delle rocce. Il parametro specifico misurato è la resistività termica o il suo inverso, la conducibilità termica. La conoscenza di tale parametro risulta di fondamentale importanza nella progettazione di cavidotti interrati poiché permette di valutare le temperature indotte all’interno dei conduttori o la dispersione di calore nelle tubazioni degli impianti geotermici.
Il metodo di misura fonda le sue basi sulla misurazione con una sonda, contenente sia un filo di riscaldamento che un sensore di temperatura, la risposta del terreno ad un ciclo di riscaldamento per alcuni minuti; da tale procedura è possibile calcolare la resistività termica e/o la conducibilità del terreno o roccia.
Ad integrazione delle indagini geofisiche e geotecniche è sempre necessario eseguire un rilievo topografico comprendente la determinazione plano-altimetrica delle ubicazioni dei vari strumenti di indagine, riferita a punti notevoli o ad elementi cartografici noti dell’ area interessata. Le informazioni topografiche risultano sempre di fondamentale interesse sia per la georeferenziazione delle indagini e la possibilità di trattarle con software GIS ma, soprattutto, al fine di poter apportare le dovute correzioni in fase di data processing
geofisico e geotecnico. Le coordinate del rilievo topografico, sono poi inquadrate in un sistema di coordinate generale di progetto fornito dal Committente. Qualora quest’ultimo non risulti disponibile il suddetto rilievo viene fornito in coordinate relative.
Il georadar, o GPR (Ground Penetrating Radar), è un sistema di indagine del sottosuolo non invasivo per modeste profondità, basato sulla riflessione delle onde elettromagnetiche. Questa tecnica viene largamente utilizzata per la ricerca dei sottoservizi quali tombini stradali e tubazioni, per l’individuazione e la mappatura dei manufatti esistenti, per definire l’assetto geometrico delle fondazioni e per individuare le strutture murarie e le cavità. Vengono immessi nel sottosuolo brevi impulsi elettromagnetici a frequenza variabile i quali, incontrando diverse superfici aventi caratteristiche fisiche diverse (diversa costante dielettrica o conducibilità elettrica), vengono in parte riflessi (tornando così all’antenna ricevente) e in parte trasmessi nel sottosuolo. La profondità massima e il conseguente grado di dettaglio ottenibile, variano in funzione della frequenza utilizzata. Una bassa frequenza permette di ottenere informazioni a profondità maggiori, alte frequenze sono desiderabili per avere risoluzioni migliori per target superficiali.
Facendo scorrere in superficie l’antenna lungo una linea retta precedentemente definita (solitamente si crea una griglia regolare) si ottiene su un monitor di un PC il radargramma in tempo reale in forma digitale che verrà successivamente elaborato e interpretato con l’ausilio di software specifici.
Tali tipologie di indagine sono utilizzate per la ricerca di sottoservizi interrati, come cavi elettrici e tubazioni metalliche, al fine di evitare rischi prima di una qualsiasi operazione di scavo. La metodologia con radiodetector consente di individuare, con buona precisione e dettaglio, una tubazione metallica o un cavo elettrico presente nei primi 3 – 4 metri di sottosuolo del sito in esame. In alcune condizioni permette inoltre di discriminare le diverse tipologie di tubazioni individuate ed ottenere una completa ricostruzione delle reti di sottoservizi presenti.
L’indagine con radiodetector non rileva direttamente la presenza di cavi e tubazioni, ma consente di individuare il campo magnetico di forma cilindrica avvolto intorno ad essi, generato dalla corrente alternata che fluisce all’interno dei sottoservizi, e quindi di stabilirne la posizione e la quota. Dove non c’è passaggio di corrente elettrica all’interno del sottoservizio, il campo magnetico può essere indotto tramite l’ausilio di un apposito trasmettitore. E’ una indagine che spesso accompagna e completa quella con il georadar.